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Fonte: ICCD - Progetto PACI / MiBACT
Media

"Tavole di San Giuseppe": allestimento e rappresentazione

Nella stanza più grande della casa due uomini collocano alcuni tavoli. I tavoli vengono tutti uniti insieme, formando un unica grande tavola lunga circa 3 metri e larga 2. Le donne mettono alcune tovaglie bianche sulla tavola, eliminando con cura le pieghe che eventualmente si formano. Sui lati delle tovaglie vengono inseriti dei drappi bianchi con merletti, che vengono fissati con degli spilli alla stoffa. Sul fondo della tavola viene collocato un portavasi di metallo su cui è messa una grande pianta con grandi foglie verdi. Ai piedi della pianta viene messa una scatola coperta da un centrotavola ricamato, sistemato con grande cura. Su di esso viene poggiato il quadro di San Giuseppe. Due piantine di fiori bianchi vengono colloca
te davanti al quadro, insieme a due piccole candele. Vengono portati i 5 pani grandi a forma di ciambella, che vengono sistemati in fondo alla tavola e che vanno a contornare il piccolo altare. Si inizia a sistemare le portate, in modo perfettamente allineato, dal fondo della tavola, dalle ultime che
verranno consumate. Vengono portati i 5 piatti con finocchi, i dolci fritti, le "ope" (pesci), lo stoccafisso, la pasta con il miele, i ceci, i cavolfiori, i "lampacioni" (cippollotti selvatici). Poi si mettono in tavola, in corrispondenza delle prime portate, 5 bicchieri a calice, 5 bottiglie di vino rosso e i pani piccoli. Un'arancia, con picciolo e foglie, è collocata nel foro di ogni grande ciambella di pane. Alcuni vasi di vetro con delle rose sono posti sulla tavola. Un bastone la cui estremità superiore è ornato di foglie e fiori è applicato, con un nastro bianco, alla sedia di legno su cui siederà colui che interpreta San Giuseppe. I vermicelli vengono portati in tavola poco prima dell'arrivo dei "santi" e posti tra le
portate dei ceci e degli spaghetti. I "santi" arrivano in casa e salutano i membri della famiglia e i presenti. Inizia il rito. Una delle donne di famiglia recita alcune preghiere (preghiera a San Giuseppe, Padre Nostro, Ave Maria ed altre); i presenti partecipano in risposta. I "santi" sono in
piedi. Il posto a destra della "tavola" è tenuto da colui che interpreta San Giuseppe, poi - in ordine - siedono alla sua sinistra il Bambino, la Madonna, Sant'Anna e San Gioacchino. I visitatori sono tutti attorno alla stanza. Il ciclo di preghiere inziale si chiude con una preghiera a San Giuseppe. Tutti fanno il segno della croce. Coloro che rappresentano i "santi" fanno il segno della croce e recitano il Padre Nostro e l'Ave Maria, poi si seggono. Viene stappato il vino. Si strappa un pezzo del pane e si inizia a consumare la prima portata: i "lampacioni". Giuseppe, quando ritiene
di aver terminato col consumo della portate, dà 3 colpi di forchetta sul piatto e tutti terminano di mangiare. Le donne della famiglia portano via i piatti già assaggiati. Vengono recitate nuovamente preghiere e si inizia con una nuova portata fino a quando Giuseppe batte i colpi con la forchetta sul piatto, così fino alla fine delle pietanze (che non vengono mai consumate interamente). Il pasto si chiude con una preghiera, poi i "santi" si alzano da tavola. Gli vengono, quindi, consegnati i grandi pani insieme all'arancia. Al momento della consegna, il pane viene baciato sia dalla padrona di casa sia dal "santo" che lo riceve, in corrispondenza del simbolo religioso identificativo che è riprodotto su ognuno di essi.

Giurdignano (LE), Italia Regionpuglia
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