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Fonte: ICCD - Progetto PACI / ICCD
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Saperi tecniche

Fase di lavorazione di una concimaia

Un contadino accatasta con la forca il letame bovino e gli scarti della pulizia del radicchio appena portati fuori dalla stalla con la carriola. Il lavoro avviene con il sottofondo sonoro di una radio accesa. Il significato di A corte è letamaio, concimaia. La concimaia ripresa in questo video, con sottostante vasca per i liquami, pur essendo stata costruita in cemento nel 1961 sembra quasi aver seguito nella costruzione i dettami dell'agronomo romano Columella che nel libro primo de «L'Arte dell'Agricoltura» scrive: « ... i letamai devono essere due: uno per portarvi lo spurgo recente della stalla, che vi deve rimanere per un anno; l'altro da cui si porta via il vecchio. Ma l'uno e l'altro devono avere, come le piscine, il fondo leggermente inclinato, murato e pavimentato in modo che non lasci perdere il liquido. È assolutamente necessario che il letame non perda le sue forze per l'asciugarsi del succo, ma che anzi si maceri continuamente nel suo liquame: così, se vi sono frammezzo allo strame o alla paglia semi di rovo o di erbacce, muoiono e non infestano le messi, una volta trasportati sui campi.» Il letame come base della concimazione fu - assieme alla rotazione delle colture - il caposaldo della scienza agronomica e della buona pratica agricola dall'epoca classica fino all'avvento della moderna agricoltura basata, per la concimazione e la protezione del raccolto, sui prodotti della chimica. Per restare a S. Angelo, significativa è la serie di contratti di locazione fra il monastero di San Nicolò e i fittavoli che lavoravano la sua proprietà di circa 20 campi trevigiani (10 ettari) posta nel luogo in cui a metà del '900 sorgerà il quartiere di Santa Maria del Sile. La serie, conservata nell'Archivio di Stato di Treviso (Corporazioni Soppresse, Monastero di San Nicolò, Locazioni) parte dal 1477 e arriva al 1796. Sempre vi si trova un preciso articolo contrattuale che prescrive la massima cura da parte del colono nei confronti del letame considerato alla stregua di una "dote" per la campagna.

Quinto di Treviso (TV), Italia Regionveneto