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Fonte: ICCD - Progetto PACI / ICCD
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Saperi tecniche

Bragozzi in partenza per la pesca

Alcuni vecchi riparano le reti da pesca seduti sulle barche attraccate alla riva. I pescatori a bordo dei propri pescherecci a vela, remando si allontanano dal porto prendendo il largo per raggiungere i luoghi di pesca. Il bragòzzo è un'imbarcazione da pesca e/o da carico del medio e alto Adriatico. È dotata di due alberi muniti di vela al terzo. L’avvento del bragòzzo soppiantò l’uso della tartana (imbarcazione più grossa e più costosa) e vi fu la possibilità per i pescatori di diventare possessori di una imbarcazione da pesca più leggera. Sullo scafo veniva lasciata una fascia bianca che serviva successivamente per dipingervi un angelo, una madonna o altro. Il varo era il momento della festa: la barca veniva addobbata e si mangiava e beveva tutto a carico del proprietario e non mancava il momento religioso ove un sacerdote benediva la nuova imbarcazione con l’acqua santa. Il bragòzzo era lungo 12 metri e mezzo, largo 3,15 e alto 1,05 metri aveva boccaporto centrale a proravia, uno a poppavia e un portello a prua. Il timone raggiungeva la lunghezza di quasi 4 metri. Il fasciame era piegato con il fuoco, ottenuto bruciando una qualità di canna palustre: il legno era riscaldato e, tenendolo sempre umido con fango, si cercava di dargli la curvatura voluta. Lo scafo era ricoperto all’interno e all’esterno di pece (la pégola). Particolare attenzione era riservata alla costruzione del timone, la parte più robusta dell’imbarcazione, poiché svolgeva anche, in parte, le funzioni della chiglia. Nel 1889 il costo di un bragozzo completo di 36 piedi veneti (circa 12,5 metri), per cassa pronta, era in totale di £. 4.530,5. La vela è sempre stata il simbolo, l’emblema caratteristico e più appariscente del bragòzzo chioggiotto, le vele dei bragozzi chioggiotti alla seconda metà dell’800 erano due per quelli di misura maggiore e una per quelli di misura minore. La dipintura delle vele era eseguita usando i colori più facili da recuperare ai quei tempi: l’ocra, il rosso mattone, il nero e a volte l’azzurro, il verde e il marrone: colore in polvere, che veniva sciolto in acqua di mare. Un tempo lo scafo dei bragòzzi era abbellito con varie decorazioni. A prua erano dipinte ad olio figure alate nell’atto di suonare la tromba, dette ànzoli (angeli), o soggetti sacri. Lo scopo di questi dipinti era, ovviamente, quello di ottenere la protezione dei Santi o della Madonna. Sui bragozzi chioggiotti si vedevano sovente riprodotte immagini dei Santi Patroni, della Madonna della Navicella, della Passione di Gesù, di San Giorgio. A poppa la tradizione voleva che fosse dipinto, all’interno della murata, il nome del proprietario e la località di provenienza con nel mezzo un crocefisso, mentre all’esterno, sui fianchi, si riproduceva il nome della barca contornato da fantasiose cornici o decorazioni che erano nel concetto e nell’uso il pentàcolo (stella a 5 punte con raggi convergenti al centro oppure un cerchio che inscrive una stella).