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Fonte: ICCD - Progetto PACI / ICCD
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Saperi tecniche

Battitura di una falce e fienagione

Un contadino, seduto in un campo, sistema la lama della falce. Ha una piccola incudine posta fra le gambe e su di essa ha appoggiato la lama della falce, volgendola verso l'esterno. Con un martello inizia a dare piccoli colpi regolari su tutto il taglio della lama, con il fine di raddrizzarlo. Dopo aver sistemato la lama ed averla fissata ad un lungo manico con due prese, una a metà altezza e l'altra all'estremità opposta alla lama, il contadino inizia a tagliare l'erba con ritmo regolare. Interrompere ogni tanto tale attività per controllare il taglio della lama e affilarla maggiormente con una cote, che porta sempre con sé in un astuccio di legno fissato alla cintura. Mentre il contadino svolge tale lavoro, una contadina, usando il manico di un rastrello, smuove e rigira l'erba tagliata per facilitarne l'essicazione. Il contadino sistema poi a terra un telo rettangolare, il lenzuolo, dotato di corde alle quattro estremità, due delle quali fissa al terreno con dei picchetti. Aiutato da un altro contadino, ricopre il telo con una grande quantità di erba, che poi il contadino blocca, legando a due a due e incrociando fra loro le corde del lenzuolo. Infine, facendosi aiutare e tenendo il capo piegato, solleva il carico sul collo e sulle spalle, per trasportarlo così sulla macchina agricola. La falce è un attrezzo manuale costituito da un manico in legno e una lama ricurva fissata all'estremità distale. Esistono due tipi di falce: la falce fienaia o frullana, con una lama arcuata lunga da 60 a 90 cm, fissata perpendicolarmente ad un manico lungo da 140 a 160 cm dotato di due impugnature, una a metà altezza e l'altra all'estremità opposta alla lama, e il falcetto (falciola o messoria), più piccolo e utilizzato per recidere gambi di cereali o erba. L'utilizzo della falce richiede una specifica conoscenza tecnica, acquisibile solo con un lungo apprendimento. Occorre infatti bilanciare molto bene le braccia, muovendo orizzontalmente la lama all'altezza voluta con un ritmo oscillatorio. Il falciatore deve affilare spesso la lama con la pietra della cote e, di tanto in tanto, raddrizzare il taglio della lama, battendone il filo con un apposito martello su una piccola incudine, tutti strumenti che porta sempre con sè. La fienagione iniziava la mattina presto con il taglio dell'erba, che ogni tanto veniva poi rivoltata per facilitarne l'essiccazione. Quando l’erba era completamente asciutta e trasformata in fieno, veniva raggruppata in mucchi con un rastrello. Il fieno, indispensabile per l’alimentazione delle bestie durante l’inverno, veniva poi raccolto e successivamente trasportato nei fienili di fondovalle. Nell'arco alpino vi erano diversi modi di raccogliere e di trasportare il fieno. L’impiego di uno o dell’altro sistema dipendeva essenzialmente dalla distanza che separava il luogo di raccolta da quello di utilizzo finale, dalle condizioni del terreno, dalla quantità di materiale da trasportare, ma anche dalle abitudini dei singoli contadini. La tecnica del lenzuolo, presente nel documento audiovisivo, consisteva nell'utilizzo di un pezzo di tela di cotone quadrato di circa due metri di lato, con corde fissate agli angoli. Questo veniva disteso sul terreno, vi si metteva sopra il fieno, legando poi le sue corde a due a due e incrociandole. Tale carico si poteva portare sulla testa, aiutandosi con le mani, oppure sulle spalle, tenendo il capo piegato in avanti. Per tale motivo, questo tipo di trasporto era indicato solo per brevi percorsi.