Questo sito utilizza cookie tecnici per il tracciamento anonimo degli accessi. Utilizzando i servizi di questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni
Torna alla ricerca

Fonte: ICCD - Progetto PACI / ICCD
Categorie
Saperi tecniche
Media

Preparazione di fave triestine

Su un tagliere di legno cosparso di farina cinque filoncini di pasta precedentemente lavorata vengono uniti e tenuti fermi dalla mano sinistra del pasticciere che, con la destra, impugna un coltello a lama lunga e taglia le favette. A destra della postazione di lavoro sono presenti farina e un setaccio in legno per pulire i singoli gnocchetti prima di infornarli. Il pasticciere usa il coltello a lama lunga anche per raggruppare le fave già tagliate e lasciare pulito il tagliere. Le fave vengono disposte manualmente a file regolari su una teglia in metallo coperta da carta forno. Le teglie completate vengono inserite in un forno a più ripiani e spinte all'interno mediante una pala in metallo. Conclusa la cottura i vassoi con i dolci vengono prelevati con le mani dal forno con l’ausilio di uno canovaccio e appoggiati su una grata in metallo affinché si possano raffreddare. Alla fine le fave vengono raccolte (a prescindere dalla colorazione) in un contenitore rettangolare in legno e sono pronte per il confezionamento e la vendita. Le fave o favette triestine o favette sono dolci tradizionali tipici delle province di Trieste e Gorizia; la loro origine potrebbe risalire all'epoca in cui questi territori facevano parte dell’Impero Asburgico. Questi dolci sono chiamati anche fave dei morti poiché la produzione si concentra nel periodo che va da settembre a novembre ed il consumo avviene in concomitanza con la ricorrenza dei defunti. Le fave sono piccole palline colorate bianco-crema, rosa pastello e marrone; le tonalità rappresenterebbero i diversi momenti della vita ossia la nascita (bianco), la vita (rosa) e la morte (marrone). L'impasto delle favette è a base di mandorle bianche pelate e macinate unite allo zucchero, uova, miele, farina di riso e alcol (di preferenza maraschino). Il composto così ottenuto viene diviso in tre parti uguali alle quali si aggiungono cedro o rosolio per le fave bianche, estratto di rosa o sherry per quelle rosa, cacao e rum per le marroni. Le palline ottenute vengono cucinate al forno ed infine tostate a bassa temperatura.