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Fonte: ICCD - Progetto PACI / MiBACT
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Fratellanza del Purgatorio di Gradoli Fratellanza del Purgatorio particolare riguardo Confraternita del Purgatorio tradizionale pranzo del Purgatorio fine della Fratellanza saio marrone cordone chiaro cappuccio viola Suffragio delle Anime del Purgatorio fine del XVII secolo numero di soci illimitato pomeriggio del Giovedì Grasso Pranzo del Purgatorio Confraternita del Suffragio funerali dei fratelli unica discriminante diversi piatti anime purganti asta dei prodotti raccolti struttura militare attività vi documenti d'archivio preparazione del Pranzo del Purgatorio responsabilità di un capo-gruppo finalità di aiuto dei fratelli estrazione sociale grande convivio passato quota di iscrizione statuto baccalà lesso minestra di riso capo-sala Opera Pia periodo di Carnevale vie del paese fagioli del Purgatorio patrona di Gradoli Anime del Purgatorio partecipazione nasello fritto pulitura del pesce primo giorno di Quaresima Riguardo giovani fratelli fratelli capacità di leggere distinzioni di classe color cenere
Fratellanza del Purgatorio di Gradoli

"Pranzo del Purgatorio": saperi sulla "Fratellanza del Purgatorio"

La "Fratellanza del Purgatorio" in occasione del "Pranzo" è organizzata in "settori": il "settore fuoco", il "settore piatti", il "settore fritto", il "settore umido" e il "settore minestra". Questa ripartizione non è recente, ma antica e non riconducibile a una data storica precisa. La "Fratellanza" al suo interno è organizzata militarmente con un "Capitano", un "Tenente", un "Sottotenente" e un "Sergente". Ogni "settore" ha invece un suo responsabile. Il "Capitano" esercita il comando e appone la firma sui documenti che servono alla "Fratellanza". La "Fratellanza" ha un suo statuto, ma non è giuridicamente riconosciuta per via di antichi dissapori con il locale parroco ("si voleva troppo mette in mezzo"), oggi superati con l'attuale parroco. La scelta di dissociarsi dalla Chiesa ha prodotto la volontà di diventare "Fratellanza" anziché Confraternita, perché quest'ultima avrebbe richiesto una maggiore intromissione da parte della Chiesa. La dissociazione dalla Chiesa era visibile dal fatto che la "Fratellanza" non partecipava alle feste comandate, ma si occupava solo del "Pranzo", senza alcuna intromissione della Chiesa, e di "portare al cimitero i morti per conto suo". Negli ultimi anni, invece, con il nuovo parroco la "Fratellanza" ha incominciato a partecipare anche alle processioni del calendario religioso. Le decisioni della "Fratellanza" vengono prese da un Direttivo composto da dieci "fratelli" che propone le decisioni da prendere di fronte all'Assemblea. La "Fratellanza" è oggi composta da novanta fratelli. Per essere ammessi bisogna essere maggiorenni. Di media la "Fratellanza" accoglie ogni anno circa tre - quattro nuovi "fratelli". In molti casi l'adesione alla "Fratellanza" si tramanda di padre in figlio producendo delle vere e proprie tradizioni familiari. La maggior parte dei "fratelli" è di Gradoli, ma ci sono anche "fratelli" (pochi) che provengono da altri paesi, anche da Roma. Fondamentale è invece la residenza gradolese (o l'aver contratto un matrimonio con una gradolese), piuttosto che la provenienza, che può anche essere legata ad altri territori. Il "Tenente" provvede, insieme ad altri membri del Direttivo ("Capitano", "Sottotenente", "Sergente"), a organizzare il "Pranzo"; fa parte del gruppo che, quando "si va a fare l'obolo" per una persona malata o in difficoltà, decide la somma da destinare e il beneficiario dell'aiuto, esercitando il controllo sulla segretezza e l'anonimato dell'operazione, in quanto è solo un ristrettissimo gruppo di "fratelli" che gestisce l'"obolo", senza che né gli altri "fratelli" né il resto del paese sappia chi è stato il destinatario dell'"obolo". La gerarchia all'interno della "Fratellanza" è piramidale: il "Tenente" diventa "Capitano", il "Sottotenente" diventa "Tenente", ecc. Nell'organizzazione del "Pranzo" i nuovi "fratelli" entrano nel ruolo di camerieri, se sono giovani di età. La tappa successiva, quando il "fratello" raggiunge una età matura, è quella di fare parte di un determinato "settore". Di media ogni "settore" è composto da cinque - sei "fratelli"; il "settore piatti" e quello del fuoco sono più numerosi con nove - dodici "fratelli" ciascuno. L'ascesa nelle cariche non è automatica, ma dipende dalle capacità del "fratello", dalle sue motivazioni e dalla effettiva necessità in un determinato "settore". La "Fratellanza" è "gemellata" informalmente con una simile fratellanza di Campoleone (RM) ed effettua con essa scambi di vario tipo, partecipazione a processioni, visite reciproche, ecc. Dei novanta "fratelli" solo una parte possiede il saio con la mantellina, circa venti "fratelli", ma si tratta di una libera scelta e non di una motivazione particolare. Oggi i "fratelli" indossano il saio in occasione della festa della patrona, S. Maria Maddalena, per il Corpus Domini, per la festa di S. Ermete ad Acquapendente, per quella di S. Isidoro a Farnese e per la Madonna della Quercia e il "Patto d'Amore". Nei funerali di un "fratello" o di un suo parente, invece, i "fratelli" partecipano con una processione ma non "vestiti". La "Fratellanza" e l'organizzazione del "Pranzo" sono un fatto rigorosamente maschile; le donne a Gradoli non hanno mai sollevato critiche su questa organizzazione e non ci sono mai stati fino ad oggi tentativi di cambiare questa regola. I nuovi ammessi alla Fratellanza vengono "battezzati" con un battesimo non religioso ma scherzoso, che viene celebrato alla fine di un lauto pranzo.

Osservazioni
La Fratellanza del Purgatorio di Gradoli (VT) (o Confraternita del Purgatorio) nasce, stando ai documenti d'archivio, intorno alla fine del XVII secolo come Opera Pia per il Suffragio delle Anime del Purgatorio. Successivamente diventa una Confraternita del Suffragio o Purgatorio e poi Fratellanza del Purgatorio. Ha la sua sede nella Collegiata di Santa Maria Maddalena, patrona di Gradoli. Il fine della Fratellanza è quello di suffragare le anime purganti, accompagnare i defunti, aiutare i fratelli in difficoltà e i poveri. Ha come abito un saio marrone con cordone chiaro e un cappuccio viola (in passato il saio e il cappuccio erano color cenere). Ha una connotazione rigorosamente maschile e una caratterizzazione socialmente trasversale al di fuori di distinzioni di classe, politiche e di estrazione sociale. Ha uno statuto entrato in uso nel 1925 quando la Confraternita è diventata Fratellanza del Purgatorio. Ha un logo costituito da due mani che si tengono in un ovale con le fiamme sullo sfondo. La Fratellanza ha un numero di soci illimitato; tra le sue attività vi è la partecipazione ai funerali dei fratelli e la partecipazione al "tradizionale pranzo del Purgatorio" (Statuto del 1925). Il Direttivo ha una struttura militare, ed è formato da un Capitano, da un Tenente e da un Sottotenente. Ci sono poi sei Consiglieri, un Segretario e un Esattore. In passato, dallo Statuto del 1925, risulta che l'unica discriminante alla partecipazione alla Fratellanza era la capacità di leggere e scrivere; gli analfabeti ne erano quindi esclusi. Oggi non esiste più come in passato una quota di iscrizione e alcune cariche sono state abolite (Bidello e Sacrestano); il Segretario è anche Esattore. Resta nella Fratellanza la finalità di aiuto dei fratelli in difficoltà. Riguardo alla questua, era uso di molte confraternite questuare nel periodo di Carnevale per raccogliere fondi per le Anime del Purgatorio. La stessa questua che la Fratellanza compie per le vie del paese viene effettuata contemporaneamente nei poderi. In passato i cittadini offrivano prodotti in natura; oggi vengono anche accettate somme in denaro, che rimangono tuttavia secondarie. Nel pomeriggio del Giovedì Grasso viene effettuata l'asta dei prodotti raccolti; con il suo ricavato viene finanziato il Pranzo del Purgatorio, grande convivio di circa duemila persone, preparato dai confratelli (tutti uomini), che viene offerto a tutta la cittadinanza il primo giorno di Quaresima, cioè il Mercoledì delle Ceneri. Per il Pranzo la Fratellanza, composta da circa ottanta iscritti, si divide in diversi settori specializzati nei diversi piatti, ciascuna capeggiata e sotto la responsabilità di un capo-gruppo. Due fratelli sono capo-sala, un terzo è responsabile per il pesce, un quarto per i legumi, un quinto per la frittura. Ciascun settore è composto da sei fratelli che lavorano sotto la direzione di un Capitano. I fuochisti responsabili dell'accensione del fuoco sono nove, undici sono addetti alla pulitura del pesce, sei preparano la minestra di riso, cinque il luccio in umido, sei il nasello fritto. Nove fratelli sono addetti a lavare i piatti e trenta sono i giovani fratelli che lavorano come camerieri. La tradizione vuole che ogni commensale si porti le stoviglie, il pane e le bevande. Le portate vengono servite in piatti da quattro e ogni commensale deve servirsi da sé. Il menù è composto in sequenza da: fagioli del Purgatorio, minestra di riso, luccio in umido, nasello fritto, baccalà lesso e per finire una mela. In particolare riguardo al baccalà, per il Pranzo del Purgatorio vengono cotti circa 5 quintali di baccalà. La preparazione del Pranzo del Purgatorio ha inizio verso le 3 di notte del Mercoledì delle Ceneri e va avanti per 9-10 ore fino alle ore 12-13, quando si serve in tavola. Alcune modalità nella preparazione dei piatti sono segrete e tramandate tra confratelli in modo rigidamente esclusivo.
Gradoli (VT), Italia Regionlazio
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